
Lo studio delle previsioni degli andamenti dei settori di attività economica nel medio periodo si basa un modello econometrico applicato al Decreto di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF). Le evoluzioni descritte hanno natura previsiva, e vanno quindi considerate come la realizzazione futura più probabile, pur all’interno di una banda di possibile errore.
L’esistenza e la dimensione di tale banda è connessa a varie tipologie di incertezza:
- il modello è “pilotato” da variabili esogene, cioè non previste ma desunte da uno specifico scenario, che nella fattispecie è quello contenuto nel DPEF dell’anno di riferimento. Ciò è vero in particolare per la variabile di attivazione economica, cioè il valore aggiunto
- le equazioni di domanda di lavoro, stimate sulla base dell’esperienza storica, possono subire modificazioni negli anni interessati dall’esercizio previsivo. Per controllare queste eventuali instabilità, la stima del modello è costantemente aggiornata, sulla base delle informazioni più recenti
- la banda di errore tende ad ampliarsi, in funzione della lunghezza della previsione e del livello di disaggregazione delle variabili considerate. L’incertezza più marcata si riscontra quindi per le previsioni riferite all’anno più lontano del periodo considerato e in relazione all’occupazione regionale, per singolo settore.

Le previsioni di assunzione a breve termine inserite nel sistema informativo Fabbisogni professionali online sono desunte dal Sistema Informativo Excelsior, promosso e realizzato da Unioncamere in accordo con il Ministero del Lavoro e l’Unione Europea. Excelsior si colloca stabilmente, a partire dal 1997, tra le maggiori fonti informative disponibili in Italia sui temi del mercato del lavoro e della formazione ed è inserito tra le indagini con obbligo di risposta previste dal Programma Statistico Nazionale.
L’indagine Excelsior si basa su una propria nomenclatura, affinata negli anni, di circa 2000 professioni elementari. A fini espositivi le professioni elementari Excelsior vengono classificate secondo la classificazione delle professioni europea ISCO-88.
Poiché il sistema informativo Fabbisogni professionali online basa il suo impianto classificatorio sulla Classificazione delle Professioni ISTAT CP 2001 si è dovuto procedere ad un raccordo tra il quarto digit ISCO, utilizzato da Excelsior per rappresentare le previsioni di assunzione, con la 4 cifra della CP 2001 dell’ISTAT. Operativamente la trans-codifica è stata realizzata attraverso la riconduzione delle voci professionali di Excelsior alle voci elementari della classificazione ISTAT CP 2001 per poi classificarle nelle categorie professionali al 4 digit.
Previsioni nazionali (livello di
disaggregazione della “classificazione delle professioni” al 3 Digit)
Il metodo di stima della proiezione dell’occupazione per professioni si basa sull’utilizzo di due elementi: le previsioni dell’occupazione per settore a livello nazionale e una matrice settori-professioni, anch’essa a livello nazionale, che riporta la composizione dell’occupazione per professione all’interno di ciascun settore nell’anno di partenza della proiezione. La proiezione dell’occupazione per ciascuna professione si ottiene sommando le previsioni occupazionali di quella professione in tutti i settori.
La variazione nello stock di occupazione fra due periodi di tempo rappresenta però solo la domanda di lavoro aggiuntiva. In realtà la domanda totale di lavoro per ciascuna professione in un dato periodo di tempo comprende anche una “domanda sostitutiva” data dal numero di lavoratori che il sistema produttivo occupa in sostituzione dei lavoratori che escono dall’occupazione per diversi motivi, quali pensionamento, mortalità, dimissioni. Il metodo di stima della domanda sostitutiva per professioni si basa sull’utilizzo della quota di uscite dall’occupazione calcolata come media temporale dei dati longitudinali della Rilevazione Istat sulle forze di lavoro nel quinquennio precedente l’anno di partenza delle proiezioni. La proiezione della domanda sostitutiva per ciascuna professione si ottiene come prodotto della quota media di uscite per lo stock di occupazione previsto.
Si ricorda comunque che le previsioni dell’occupazione e della domanda sostitutiva per professioni hanno carattere di stima e vanno prese con le dovute cautele.
Al fine di minimizzare il rischio di stime errate sono stati addottati i seguenti accorgimenti:
- utilizzo di differenti metodologie per la proiezione della matrice settori-professioni che si differenziano per le ipotesi sottostanti l’evoluzione delle quote dell’occupazione per professione all’interno di ciascun settore: metodologia dei coefficienti fissi e metodologia dei coefficienti variabili.
- diffusione delle stime sulle tendenze occupazionali per professioni ad un dettaglio di disaggregazione (3 digit) inferiore rispetto a quello massimo disponibile (4 digit). Sono comunque disponibili al massimo livello di disaggregazione indicazioni qualitative sulle tendenze dell’occupazione per professioni.
- confronto con le previsioni occupazionali per professione relative al periodo immediatamente precedente.
- confronto con le tendenze occupazionali più recenti che emergono dagli studi e dalla letteratura empirica esistente.
Previsioni regionali (livello di
disaggregazione della “classificazione delle professioni” al 2 Digit)
Il metodo di stima si basa sull’utilizzo di due elementi: le previsioni della domanda di lavoro per settore a livello regionale e una matrice settori-professioni, anch’essa a livello regionale, che riporta la composizione dell’occupazione per professione all’interno di ciascun settore all’anno di partenza. La proiezione dell’occupazione regionale per ciascuna professione si ottiene sommando le previsioni occupazionali di quella professione in tutti i settori, con il metodo a coefficienti fissi.
Le previsioni dell’occupazione hanno carattere di stima e, soprattutto nel caso delle previsioni regionali, vanno prese con la massima cautela.
Al fine di minimizzare il rischio di stime errate sono stati addottati i seguenti accorgimenti:
- diffusione delle stime sulle tendenze occupazionali per professioni ad un dettaglio di disaggregazione (2 digit) inferiore rispetto a quello massimo disponibile (4 digit).
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confronto con le previsioni occupazionali per professione relative al periodo immediatamente precedente e con le tendenze occupazionali regionali più recenti che emergono dagli studi e dalla letteratura empirica esistente.
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